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Banditi, pupazzi e burattinai

Forse, se avremo tempo, ci occuperemo della problematica dei pregiudicati e degli ex detenuti: sono degli sventurati (specie se non sono sinceramente pentiti delle loro immonde malefatte) ma vanno compatiti e cristianamente amati. Finche sono in vita occorre pregare per la loro conversione perchè il rischio della dannazione eterna è concreto (quante persone muoiono all’improvviso e mica tutti sono pronti al Giudizio del Creatore).

Ma miserie umane a parte ci tenevo a scrivere due parole riguardo il calcio e certi pupazzi che si erano messi in mezzo. Uno pareva un mezzo scemo ma l’esperienza mi ha insegnato che costoro, a loro modo, sono pericolosi e dannosi. Specie se manovrati. Ecco. Come avevo ben compreso questo pupazzo era (ed è ) manovrato.

E meno male che gli è stato dato il benservito. Non ci servono trafficanti o mezzi banditi. Ci servono solo persone oneste. La provenienza è un dettaglio anche perchè abbiam avuto gestioni pessime e fallimentari tanto con stranieri che con gli indigeni. La discriminante è sempre quella: la onestà.

quello lì mi stà proprio antipatico

simpatia-antipatia, libertà di espressione, "mi stà antipatico", brindisi notizie sportive, brindisi calcio e basket, brindisiEssendo quasi del tutto ignorante -come è noto- non so se incorro in qualche rischio di natura legale se dico che tizio mi è simpatico, caio mi è antipatico, sempronio mi è decisamente simpatico. Quindi, prima cosa, mi chiedo -e VI chiedo- quali sono le normative vigenti.

Nello specifico, poi, faccio un esempio: la squadra di pallacanestro della mia città ha due vice-presidenti. Uno mi è moderatamente simpatico l’altro, invece, mi è decisamente antipatico, ma proprio assai.

E’ reato dirlo?

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ma CHI sta fomentando odio?

Brindisi,notizie sul calcio brindisino, brindisi notizie calcioEh già. Perchè a mandare due tre ragazzini  a far una scritta non è che ci voglia molto. Non li si deve neppure pagare: si sentono fieri, orgogliosi addirittura. Credono di essere dei veri ultras ad inneggiare all’odio. Ma aldilà di questo (è un problema sociologico ed educativo di non facile soluzione) sarebbe utile conoscere chi sono i “mandanti” di questa campagna di odio e di demonizazzione in atto. Le ipotesi -anche molto plausibili- ci sono. Ma, almeno per ora, ce le teniamo per noi. Il fatto è che qualcuno ha capito che il grosso della tifoseria ha pian piano (ma, come si dice: meglio tardi che mai) compreso le dinamiche che hanno portato al fallimento. Persino i più ottusi hanno finalmente compreso anche se, magari per ostinata e stolta superbia, non lo ammetteranno mai. Ed allora occorreva rinfocolare la fiamma dell’odio. Creare (o RI-creare) un nemico. Che poi -ma questo lo sanno pure i sassi- l’obiettivo non è Ferrarese. O quantomeno: non è principalmente lui. L’obiettivo vero è il Sindaco Mennitti. (Parentesi: qua e là leggo accostamenti -molto arditi- fra l’operato del Comune e della Provincia. La solita storia del tutti colpevoli? Certo. Ma non solo. Qui ci sono precise strategie). Ovviamente è da condannare mille volte -a proposito: ad oggi non conosco nessuna presa di distanza da quelle odiose scritte…- la campagna atta a demonizzare il Presidente Ferrarese. E noi, forse i soli, abbiamo nettamente condannato l’episodio ed espresso la massima e sincera solidarietà a Massimo Ferrarese (ad esempio QUI: http://cronachebrindisine.myblog.it/archive/2011/07/14/odio-e-vandalismo-ora-i-tifosi-chiedano-scusa-a-ferrarese.html ). Ma la sensazione -netta, palpabile- è che si voglia far divampare un fecale incendio che “bruci” Mennitti e Ferrarese. E la politica -quella sporca, vile, ideologica- non è totalmente estranea. Ed allora è il caso di ribadire mille volte che abbiamo un ottimo Presidente della Provincia ed un eccellente Sindaco. Cui, inoltre, vanno fatti mille auguri di una pronta ripresa e di un ritorno graduale a prendere le redini della Città. E quelli invece inneggiano all’odio. Vergogna.

il nome? BRINDISI SPORT, è ovvio

premessa (quasi) obbligatoria. la quaestio relativa al nome non è sicuramente in cima alle mille problematiche da affrontare nella creazione ex novo del nuovo sodalizio calcistico della città. E tuttavia non è neppure un aspetto irrilevante, anzi. Se, come pare, la Amministrazione Comunale (io, fra parentesi, continuo a chiedermi cosa ne sarebbe del calcio in città senza gli sforzi e la continua supervisione del Sindaco Mennitti e dei suoi collaboratori) vorrà davvero “lasciare la scelta” ai cittadini -tifosi allora il problema non sussiste: sarà una sorta di “elezione” (anche se resta da stabilire se è la scelta migliore: ma per ora non ci pensiamo) con tanto di “vincitore”.

io – e non da oggi- ho già fatto la mia scelta. E presto esporrò pure i motivi di tale opzione. Ma, come ho detto, quello del nome è un tema non cogente. Come ho già scritto altrove occorre una ferrea vigilanza (ed ora l’ente può farlo in modo ancor più diretto) acchè non si intrufolino persone che è meglio -molto meglio- restino fuori. Ad esempio si vocifera di un possibile -ed auspicabile: solo un matto od un incopetente potrebbe volere il contrario- coinvolgimento di Gigi Boccolini ed Aldo Sensibile nella nuova società. Ovviamente in quei ruoli che sono a loro piu congeniali: Boccolini allenatore (ed è il non plus ultra della serie D, come tutta Italia sa bene) e Sensibile Direttore Sportivo.

Boccolini e Sensibile non sono due persone “qualunque”: essi erano fra i pilastri di quel brindisi piu bello di sempre, quello -per intenderci- che si faceva valere sui campi di tutta italia, che era stabilmente in serie B, che ha sfiorato la massima serie. Era una squadra meravigliosa cui una città intera voleva bene. Con la ciliegina di un brindisino doc -Tonino La Palma, poi titolare in serie a per diverse stagioni e giunto alle soglie della Nazionale- e tanti altri giocatori che sono altrettanti “miti” per noi tifosi dell’epoca: da Papadopulo a Renna, da Cremaschi a Giannatasio (solo per citarne alcuni).

Ebbene: se questi due uomini vogliono dare un contributo alla vera rinascita del calcio brindisino allora occorre accoglierli a braccia aperte. Di più: nei loro confronti esiste una sorta di “debito” da estinguere (risalente a comportamenti non proprio eleganti ed educati da parte di vari dirigenti nel corso degli anni) ed allora ripartiamo da loro. Pochi conoscono il calcio come Aldo Sensibile (ha appena traghettato Novara dalla C alla serie A) e pochi conoscono la serie D come Boccolini. Inoltre pochi conoscono la brindisi calcistica -pur non essendo brindisini!- come loro due.

La Brindisi Sport degli anni Settanta, come detto, resta il vertice calcistico di questa città: non scordiamoci che qui ha allenato un certo Vinicio. Ciò è fuori discussione. Ebbene – e qui torniamo alla questione del nome- come si può non averla come punto di riferimento? E non solo per “staccare decisamente col passato, piu o meno recente” come è stato detto   (parentesi: quanto mi è sempre stato antipatico quel nome -football brindisi 1912- così poco genuino e distante anni luce dalla nostra realtà brindisina) ma proprio per riprendere una sorta di discorso bruscamente interrotto in una insulsa estate di venti anni fà.

 

Se, come penso, non sarà possibile chiamarsi letteralmente “BRINDISI SPORT” (perchè la brindisi sport è fallita) si può optare fra “Nuova Brindisi Sport” (che però credo sia stato già usato) e “Brindisi Sport 1920” o addirittura “Nuova Brindisi Sport 1920”. Ma questo -l’ho detto e lo ripeto- sono questioni al momento secondarie: ora è prioritario tenere lontani affaristi, imbroglioni, avvoltoi che già han adocchiato la preda. No. Ora basta. SPARITE.

Ma chi è, oggi, il capo ultras?

domenica 27 febbraio 2011 016.jpg

 

Naturalmente -e ne sono ben conscio, ci mancherebbe!- trattasi tuttaltro che di una vitale questione o inderogabile, anzi. Tuttavia sò che molti dei miei lettori -che saluto e ringrazio, uno per uno: a cominciar da quelli che non mi risparmiano critiche anche molto colorite talora- si chiedono e si interrogano su questo fatto. Chi è il capo ultras? E, ancora, chi lo era la scorsa stagione? Chi lo sarà quest’anno? Io ne capisco poco. Ed infatti mi attendo tanti bei commenti che  informino tutti noi tifosi su quello che si muove in curva.

Avanti, chi comincia?

Io posso solo parlarvi dei miei tempi, ma non credo che riguardi i giovani di oggi….

la loro africa…

Io raramente compro i giornali. E non perchè li “scrocco” altrove. No, no. Ritengo che in motissimi casi sia un inutile gettare via i soldi. E poichè ne ho pochi li impiego in cose più utili : come è noto sono disoccupato nonostante circoli la nomea che io sia “lecchino” e “portaborse” (si, han detto proprio questo!)di chissà quale politico. A proposito del fatto che i politici darebbero lavoro poi vi racconterò un episodio gustoso e significativo. Ma torniamo a noi, al calcio ed al nostro “amato” Brindisi. Nella frenesia -che rasenta il patologico- che si può ossrervare in città fra i tifosi (o meglio: fra una parte di essi) circolano le voci più fantasiose. Qualcuno deve aver messo in giro la voce che ci sarebbe persino una cordata africana. E siccome -si sà- le voci corrono, ecco che nei luoghi piu disparati(reali e virtuali) si chiedono allarmati chi sarebbero codesti acquirenti provenienti dal continente nero alle falde del kilimanjaro. Nella mia calma olimpica -son super tranquillo ed immune all’assurda atmosfera ansiogena- ho pensato che chi ha parlato di africa, forse, ha una particolare simpatia per gli uomini di colore, chissà. Ora però non fate i razzisti, eh! Ci a unu li piacunu li neri a vui ccè vi interessa? CCè siti gelosi?

Nessun timore

Non temete, amici tifosi. Non ci riguarda il can can di voci attorno al giro del calcio scommesse. E’ una cosa deprecabile, così come è da condannare l’episodio che si verificò nella nostra città. Ma oltre a Brindisi -vibonese (che la gara era stata attenzionata dall’ufficio inchieste lo sappiamo tutti da almeno tre mesi) io penso pure alle dieci gare precedenti in cui i nostri campioni han rimediato ovunque delle figure barbine: non è pure quello da condannare, quantomeno sul piano morale e sportivo? E noi lì sotto la pioggia e col freddo a tifare… Ma lasciamo perdere sennò -mi conosco bene- poi devo parlare dello smodato attaccamento al denaro et cetera et cetera. Andiamo avanti. Presto sarà solo un brutto ricordo. Attendiamo uomini nuovi e soprattutto uomini seri. Preciso: per me Antonio Pupino è una persona seria, non mi riferisco certo a lui. E se il calcio non sparisce a Brindisi lo dobbiamo proprio a lui. A lui ed al Sindaco Mennitti. Questa è la realtà. Il resto sono chiacchere e pregiudizi.

E’ solo odio. Odio verso chi dice la verità. Altro che “tifosi”….

brindisi-cisco roma domenica 23 maggio 2010 pentecoste 018.jpgCome sempre accade (e a dispetto di quelli che dicono “ eh quiddu….ancora nò la chiuti quedda trasmissioni!!!” ) 100 Sport Magazine il programma settimanale di Studio 100 condotto da Fabrizio Caianiello offre degli ottimi spunti di riflessione. E’ diventato un luogo di incontro per tutta la tifoseria brindisina: la tolleranza e la apertura del conduttore è reale e non fittizia ed illusoria. Uno spazio di libertà che, comprensibilmente, è premiato dagli ascolti. Il lavoro onesto e fatto con passione viene sempre premiato.

 

Ieri, martedì 31 maggio 2011, abbiamo avuto ulteriori elementi diretti di conoscenza attorno agli sviluppi della importante trattativa che sta portando una grossa multinazionale australiana ad acquistare il Brindisi. Non è cosa da poco: potrebbe rappresentare una svolta decisiva per il calcio brindisino. E siccome il merito va al Presidente Pupino ed al Sindaco Domenico Mennitti che sono i veri artefici del tutto io ancora non comprendo le notevoli riserve che taluni ancora nutrono e il mare di sospetti ed insinuazioni che ancora circolano.

 

Invece di gioire, pare, questi “tifosi” digrignano i denti. Avevano fatto male i loro “calcoli”. Mi tornano in mente i dissennati “appelli” di pochi mesi fa a disertare lo stadio. E’ inutile andare, dicevano. Eh cè l’amma dari li sordi a pupinu? Aggiungevano altri. Cose legittime, per carità. Nessun reato. Ma. Poi senti che già mesi fa gli emissari dei possibili acquirenti erano venuti a seguire le partite del brindisi anche per verificare –oltre alla impiantistica- anche il numero, il calore e la passione della tifoseria. Ed allora uno ipotizza che c’era chi aveva interesse a far vedere uno stadio miseramente vuoto così da scoraggiare potenziali acquirenti. Verrebbe da stendere un velo pietoso su certi “tifosi” ma occorre pure che qualcuno parli e smascheri i sentimenti di astio ed ostilità che albergano.